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Reati ambientali in crescita...
Anche
l'edilizia non e' immune dal solito schema del controllo cartaceo.
Se sei un comune cittadino, per abbattere un tramezzo in casa dovrai
presentare al Comune un progetto firmato da un professionista e sperare che
non nascano problemi. Nel frattempo, sono stati concessi un centinaio di
permessi di trivellazione a societa' che cercano il petrolio nel mare
d'Italia (sperando che adottino misure di sicurezza maggiori di quelle usate
dagli inglesi di Bp negli Stati Uniti, dove si cerca a fatica di arginare la
marea nera).E, dal 2005 a oggi, l'Italia ha ricoperto di cemento 12 milioni
di ettari del suo territorio, come si apprende dal libro inchiesta "La
colata" (Ed. Chiarelettere). Il tutto, ovviamente, senza risolvere il
problema casa per milioni di italiani. In buona parte si tratta di
speculazioni edilizie che hanno giovato soprattutto a chi le ha realizzate
con la compiacenza degli amministratori locali.
Legambiente, con il rapporto "Mare Nostrum" 2010, ha svelato che sono in
crescita quest'anno gli illeciti da inquinamento (scarichi fognari illegali,
cattiva depurazione e inquinamento da idrocarburi aumentano del 45%) e le
illegalita' relative al cemento sulle coste (l'abusivismo edilizio cresce
del 7,6% rispetto all'anno precedente), con una spiccata predilezione per le
aree di pregio e le isole minori. A cominciare da Ischia, con 25mila
richieste di condono, ma anche Lampedusa, dove fioriscono gli abusi
realizzati anche con sostanziosi contributi pubblici, e Lipari, dov'e'
prevista la realizzazione di due nuovi approdi
turistici. O l'Elba, dove si pensa all'edificazione di almeno un paio di
villaggi turistici. In questo panorama c'e' ancora chi ha il coraggio di
proporre condoni edilizi. Una proposta scandalosa, estendere il condono del
2003, e' stata accantonata in Parlamento, ma al momento di scrivere non
sappiamo se risbuchera' come e' sempre successo in passato, quando si usava
la tecnica di lanciare una proposta indecente per saggiare il terreno, poi
ritirarla e infine ripresentare un condono meno devastante, ma comunque
inaccettabile, giurando che sara' "l'ultimissimo". E naturalmente poi ce
n'e' sempre uno ancora piu' ultimo. Nel frattempo ci siamo giocati interi
pezzi di territorio. E con esso parte degli introiti del turismo, che
rappresenta oltre il 10% del Pil. Ma se nel 1970 eravamo il Paese piu'
visitato al mondo, oggi siamo scesi al quinto posto. E, secondo un rapporto
sulla competitivita' turistica del World Economie Forum, siamo al 28esimo
posto per capacita' di sfruttare questa risorsa. Tanto per capire quanto ci
costa davvero quel cemento.
(fonte: acqua&sapone Ago10)
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