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EDIFICI: CI VUOLE PIU' EFFICENZA ENERGETICA

Sempre piu' numerose le Regioni che adottano leggi che regolamentano i consumi energetici degli edifici e le relative procedure di certificazione energetica. Un quadro effervescente ma anche confuso. Il rischio e' la paralisi.

DOSSIER EFFICENZA ENERGETICA

• UNA SCUOLA IN VAL CAVALLINA, Luca Gobbetti
• UN CONDOMINIO DI PREGIO A MILANO, Antonio Galeano e Ennio Braicovich
• INVOLUCRO E PRESTAZIONI: IL CASO "MALASPINA", Anna Gornati

Una dopo l'altra, le Regioni e le Province Autonome pubblicano leggi locali che implementano i due decreti legislativi 192/2005 e 311/2006 che, a loro volta, recepiscono la Direttiva europea 91/2002 sull'efficenza energetica in edilizia.
E' strano che, quando si parla di efficenza energetica in edilizia, si faccia sempre poco riferimento all'Unione Europea. Ma e' bene citare ogni tanto questa entita' sopranazionale perche', piaccia o non piaccia, dobbiamo fare i conti con essa. Sia per quello che essa ha imposto a tutti i suoi 27 Stati Membri sia per quello che imporra' (ovviamente firmando i trattati di Maastricht e di Roma sapevamo quello che facevamo...). E' solo di qualche settimana fa l'annuncio del Piano sulle emissioni varato dall'Unione. Piano che prevede come punti significativi il taglio alle emissioni di CO,, una forte spinta alle energie rinnovabili, la riduzione dei consumi energetici (anche in edilizia). In termini numerici, entro il 2020 le emissioni di CO„ dovranno essere ridotte del 20%, un taglio che potrebbe salire al 30%. Entro la stessa data, 2020, occorrera' raggiungere il 20% dei consumi energetici con l'energia prodotta da fonti rinnovabili.
Le misure saranno diverse Paese per Paese, modulate in funzione delle singole economie e delle singole capacita' di investimento. Per l'Italia, gia' in ritardo sulle riduzione fissate dal Protocollo di Kyoto, si annunciano impegni pesanti. Infatti, entro il 2020, il nostro Paese dovra' tagliare del 13% le emissioni di C02 di settori non industriali, come edilizia e trasporti, rispetto ai valori del 2005. Sempre entro il 2020 l'impiego di energie rinnovabili dovra' arrivare al 17%. In estrema sintesi, piu' solare, fotovoltaico, geotermico, eolico e piu' isolamento termico in edilizia. Questo e' il quadro in cui si deve muovere il nostro Paese, che parte gia' sfortunato importando l'80% dell'energia che consuma. Aggiunge benzina sul fuoco, letteralmente, il fatto che il petrolio abbia raggiunto i 110 $ al barile, una quota che pare sia destinata a salire ancor di piu'. Evito di aggiungere considerazioni sulle emissioni di CO, e sui cambiamenti climatici, che pure sono oramai evidenti e largamente assodati.

efficenza energetica

EFFICENZA ENERGETICA: UN PATRIMONIO DA RINNOVARE
Credo che sia di grande interesse per le economie familiari e aziendali puntare sull'efficenza energetica la' dove possibile.
Sempre di piu' gli Italiani stanno scoprendo che le loro abitazioni consumano mediamente, per il riscaldamento invernale tra 200 e 300 kW/m2 anno, mentre sono possibili, senza eccessivi investimenti, consumi al di sotto dei 70-80 kW/mqa. Come mostra il caso delle nuove abitazioni in Alto Adige e come impone il regolamento energetico della Regione Emilia Romagna approvato da pochi giorni.
C'e' un largo patrimonio immobiliare da recuperare, come evidenzia Andrea Negri, presidente di Made Expo, il nuovo Salone milanese dell'architettura, e vicepresidente di Federlegno-Arredo: "In Italia vi sono ben 17 milioni di immobili che hanno piu' di 35 anni e rappresentano un esempio di inefficenza che costa caro alla nazione, ai proprietari e agli utenti. Se ci fosse un serio piano di recupero all'insegna della eco-efficenza , metteremmo in moto una macchina che ridarebbe vitalita' all'intero comparto edilizio, assicurerebbe migliori condizioni di comfort agli utenti e, nel tempo, grandi economie energetiche e monetarie. Ne avremmo tutti da guadagnare". L'idea di un piano nazionale, che metterebbe in moto un meccanismo virtuoso per l'intera economia nazionale, si scontra con la lentezza ministeriale a emettere le "Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici", che avrebbero dovuto essere pubblicate entro il 5 febbraio 2006 (sic!). Cosi, una alla volta, le Regioni cominciano a emettere propri provvedimenti in merito. Dopo l'Alto Adige, e' stata la volta di Piemonte, Lombardia, Liguria e, come si diceva, da pochi giorni, Emilia Romagna. Ognuno di questi provvedimenti e' lodevole per questo o quell'aspetto (sto prendendo in esame solo quanto riguarda i componenti finestrati e l'involucro). Vedi la Regione Lombardia, che anticipa a oggi i valori di trasmittanza termica previsti dal Dlgs 311 per il 2010, oppure il Piemonte, che impone regole severe per i centri abitati in cui e' diventa problematica la qualita' dell'aria, o la Liguria, che prevede trasmittanze termiche piu' basse nel caso in cui la superficie vetrata dell'edificio sia superiore al 25% della superficie scambiante dell'involucro. Oppure l'Emilia Romagna, che impone restrizioni sui valori del fattore solare g dei vetri di edifici ampiamente vetrati, per tener conto del comportamento estivo degli edifici e per ridurre i consumi degli impianti di condizionamento. Presto le Regioni Umbria e Basilicata e la Provincia di Trento emetteranno i loro regolamenti.

EFFICENZA ENERGETICA: MA QUANTI REGOLAMENTI !
Finiremo ben presto ad avere 20 regolamenti regionali e 2 provinciali. Davvero un po' troppo. Come sottolinea il presidente dell'Ance, Paolo Buzzettl: "Condizione essenziale per creare un mercato consapevole e virtuoso e', infatti, la consapevolezza e la condivisione dell'utente, che deve potere e sapere comprendere il valore delle migliori realizzazioni, con un unico quadro normativo e un'unica metodologia di confronto su scala nazionale". Il numero uno dei costruttori edili italiani continua: "La situazione sta causando notevole confusione tra operatori e consumatori. Confusione alimentata anche dai vari provvedimenti di Regioni, Province e Comuni che, con frainteso spirito di competenza in materia, si sono lanciati in una sorta di competizione nell'emanare proprie disposizioni. Regole certe e univoche su tutto il territorio nazionale e conosciute in largo anticipo sono premessa essenziale per vincere la sfida della sostenibilita' e dell'energia".
Come dargli torto? Certamente, in questo frangente, lo Stato ha la sua parte di colpa essendo largamente inadempiente. Il rischio e' che, in tale confusione, ci perda, si alimenti sfiducia e si demotivi chi ha voglia di acquisire le nuove professionalita' oggi necessarie e chi ha voglia di costruire in maniera sostenibile. Nel dossier che segue presentiamo alcuni esempi di realizzazioni che giudichiamo "energeticamente virtuose" e meritevoli di attenzione da parte del lettore: un [argo complesso condominiale alle porte di Milano (pensato con la 10/91, ma ripensato dal punto di vista dell'efficenza energetica), un piccolo ma pregevole condominio in Milano citta' (anche questo progettato con la 10/91 ma dove tecnologie evolute di rivestimento di involucro permettono di ottenere valori gia' In linea con le leggi energetiche regionali di oggi) e un edificio scolastico in provincia di Bergamo, anche questo progettato con la vecchia legge energetica. Tre progetti, quindi in cui pur essendo pensati secondo la 10/91, il problema dell'efficenza energetica e' stato risolto in maniera differente e, per noi, creativa. Se decisivi miglioramenti sono stati possibili con gli strumenti di una vecchia e discussa legge, ci domandiamo cosa succedera' ben presto con l'applicazione Integrale del Dlgs 192 e 311 e del vari regolamenti che stanno emergendo.Infine, segnaliamo ai lettori anche l'articolo a seguire dedicato ai vetri a controllo solare, vetri che possono avere una decisa efficacia nel risolvere il problema del comportamento estivo dell'edificio, nella riduzione del consumi energetici degli impianti di condizionamento e, eventualmente, nella riduzione dei costi degli stessi Impianti.

TAB. 1 - VALORI APPLICABILI FINO AL 31 DICEMBRE 2009 PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI EDIFICI
Tabella l. Valori limite della trasmittanza termica utile U delle strutture componenti l'involucro edilizio espressa in (W/m2K)

Zona climatica

strutture opache verticali

strutture opache orizzontali o inclinate

finestre comprensive di inf?si

 

 

Coperture

Pavimenti (*)

 

A

0,62

0,38

0,65

4,6

B

0,48

0,38

0,49

3,0

c

0.40

0.38

0,42

2,6

D

0,36

0,32

0,36

2,4

E

0,34

0,30

0,33

2,2

F

0,33

0,29

0,32

2,0

TAB. 2 - VALORI APPLICABILI DAL 1? GENNAIO 2010 PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI EDIFICI
Tabella 2. Valori limite della trasmittanza termica utile U delle strutture componenti l'involucro edilizio espressa in (W/m2K)

Zona climatica

strutture opache verticali

strutture opache orizzontali o inclinate

finestre comprensive di inf?si

 

 

Coperture

Pavimenti (*)

 

A

0,56

0,34

0,59

3,9

B

0,43

0,34

0,44

2,6

c

0.36

0.34

0,38

2,1

D

0,30

0,28

0,30

2,0

E

0,28

0,24

0,27

1,6

F

0,27

0,23

0,26

1,4






(fonte: show Room - Aprile2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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