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IL DESIGN DELLA SICUREZZA... A NORMA
Porte blindate. Porte corazzate. Porte di sicurezza. Porte antieffrazione. Porte
antin-trusione
Sono il mercato, le leggi e i regolamenti, a
Imporre una visione piu' completa e matura dei prodotti antieffrazione.
Nuovi spazi di ricerca e Innovazione si stanno aprendo per un settore che ha
dei numeri da vendere.
Porte blindate. Porte corazzate. Porte di sicurezza. Porte antieffrazione.
Porte antin-trusione. Tutti sinonimi di un mondo che non c'e'...piu' o,
meglio, che sta per scomparire. Intendiamoci: non scompare affatto
l'esigenza di essere protetti dai tentativi di effrazione con una sana
difesa perimetrale alle aperture: porte, finestre, porte finestre, finestre
da tetto, porte da garage. Anzi, oggi, in Italia ma anche all'estero,
aumenta l'esigenza di protezione delle persone, dei beni, della propria
intimita' familiare (vedi box). Tuttavia la naturale evoluzione della
tecnologia, le accresciute esigenze della clientela, le necessita' dei
produttori delle porte di ingresso di differenziare sempre piu' un prodotto
che rischiava di essere banalizzato e, ultimo ma non meno importante,
l'arrivo delle norme europee, e in particolare della norma di prodotto Uni
EN 14351-1, stanno spingendo il i produttori verso una visione piu' ampia e
globale del prodotto "porta pedonale di ingresso". Prendiamo l'esempio molto
concreto e attuale della marcatura CE per le porte pedonali di ingresso,
comparto cui appartengono le porte antieffrazione. Ai fini della marcatura
CE di una porta di ingresso, la norma Uni EN 14351-1 contempla, come
evidenzia Uncsaal nella sua Guida UX49, l'attestazione delle seguenti
caratteristiche:
1. Tenuta all'acqua
2. Rilascio di sostanze pericolose [solamente nel caso di urto dall'interno]
3. Resistenza al vento
4. Resistenza all'urto [per porte vetrate in caso di rischio di ferite a
persone]
5. Capacita' portante dei dispositivi di sicurezza [ad esempio dispositivi
di ritenuta e di bloccaggio reversibili delle ante, limitatori di apertura e
dispositivi di fissaggio per le operazioni di pulizia]
6. Altezza
7. Rilascio automatico [solo per porte chiu' se sulle vie di fuga]
8. Sforzi di manovra [solo per porte dotate di dispositivi automatici]
9. Isolamento acustico
10. Isolamento termico
11. Permeabilita' all'aria
Tuttavia, sempre nello stesso documento l'Associazione del serramento
metallico sottolinea che spetta al Governo italiano, o piu' precisamente al
ministero dello Sviluppo economico ( se e c'e' di mezzo il fuoco anche il
ministero dell'Interno), dichiarare quali tra questi undici fattori saranno
obbligatori in Italia.
E' quanto e' successo a marzo per i sistemi per il controllo di fumo e
calore, comprensivi degli evacuatori motorizzati di fumo e calore.
In effetti, con la collaborazione di ITC-CNR e Uni, il ministero si appresta
ad emanare dei Decreti Ministeriali che riporteranno gli elenchi dei
prodotti coinvolti, le norme armonizzate in vigore, i relativi sistemi di
attestazione della conformita' e i metodi di controllo della conformita'
nonche' le caratteristiche tecniche da rispettare. Quello che ci si attende
e' che l'Mse dichiari obbligatorie le seguenti cinque caratteristiche:
permeabilita' all'aria, tenuta all'acqua, resistenza al vento, isolamento
termico e isolamento acustico.
Questo, naturalmente, con il beneficio dell'inventario.
Le altre caratteristiche previste dalla 14351-1 difficilmente rientreranno
nel futuro DM. Se sara' cosi, il produttore o meglio chi immette il prodotto
sul mercato, per queste specifiche caratteristiche potra' marcare il
prodotto NPD-No Performance Determined, ovvero nessuna prestazione
determinata. Tra le caratteristiche volontarie per le porte pedonali di
ingresso, l'UX 49 mette In luce che II produttore puo' dichiarare sono:
• Resistenza meccanica
• Resistenza al proiettili
• Resistenza alle esplosioni
• Durabilita' meccanica [resistenza alle aperture e chiusure ripetute]
• Resistenza alle effrazioni
• Comportamento a due condizioni climatiche differenti [solo per porte
esterne]
• Planarita' delle ante [solo per porte esterne]
• Ventilazione [se previsti dei dispositivi]
• Sicurezza d'uso [per porte esterne pedonali automatizzate]
Questo perche', a suo tempo, queste caratteristiche non furono l'oggetto di
uno specifico Mandato da parte della Commissione europea al Cen, l'ente
europeo di normazione. Il Mandato riguardava caratteristiche obbligatorie
che II prodotto deve rispettare per poter affiggere la marcatura CE.
Riassumendo, la dichiarazione della classe di resistenza alle effrazioni
sara' certamente volontaria. Certamente dichiarare NPD o la mancanza di
dichiarazione della classe di resistenza all'effrazione non giovera' molto
alla causa di chi si vorra' servire di questa facolta'.

LA SPINTA DELLE LEGGI E DEI REGOLAMENTI
Sono il mercato, le leggi, I regolamenti e le norme a Imporre una visione
piu' completa del prodotto. E, in altre nazioni, sono anche i vincoli posti
dalle assicurazioni. Pensiamo alla prestazione di isolamento acustico che
comincia a essere richiesta anche per le porte. Fino a qualche anno fa solo
chi esportava in Francia o Germania faceva testare, ma solo perche' imposto,
il fonolsolamento. Oggi, a dieci anni di distanza dalla legislazione
sull'acustica In edilizia, finalmente vi e' una maggiore sensibilita' del
mondo edilizio nonche' degli utenti che fa apprezzare e richiedere sempre di
piu' questa prestazione. Prendiamo la prestazione di resistenza termica.
Solo l'arrivo dei Dlgs 192 e 311 e il varo del beneficio fiscale del 55% (e
In Alto Adige l'arrivo del protocollo di CasaClima) hanno spinto i
produttori a studiare porte altamente termoisolate. Oppure, altro esempio,
la stessa tenuta all'acqua e' stata scoperta da molti (con qualche mal di
pancia) solo un paio d'anni fa quando e' arrivata la norma europea di
prodotto. Sembra proprio un paradosso italiano che ci voglia la legge per
vivere meglio. Il che significa darsi da fare per fare lobby presso gli enti
tecnici, i ministeri, i politici.
NON SOLO TECNOLOGIA
Spinti dal bisogno di differenziare, un numero crescente di produttori
affronta la strada impegnativa ma remunerante del design, Inteso non solo
come valenza estetica ma come approccio per arricchire di funzioni e
prestazioni, anche estetiche, cio' che solo 25 anni era "ferraglia"
rivestita da una sottile Impiallacciatura lignea. Detto con grande rispetto
e affetto. Una nota forte per tutto II settore fu rappresentata qualche anni
fa quando Pininfarina disegno' una porta che lascio' II segno. Non so quanti
esemplari II produttore vendette di quella porta ma certamente ebbe il
merito del coraggio e dell'osare la' dove molti erano titubanti.
Sempre piu' produttori si affidano a Scuole di Design o a Universita' per
ripensare i prodotti non solo in termini estetici ma anche di funzioni
aggiuntive. Vedi II caso del produttore che si e' affidato al Politecnico di
Milano per concepire un nuovo modello di porta con sistema di allarme
incorporato oppure al recente caso del produttore che ha studiato, sempre
con il Politecnico di Milano, una porta rivestita di pannelli fotovoltaici
al fine di alimentare del congegni elettronici Incorporati nel manufatto.
Altri esempi che mostrano che c'e' tanta, tantissima ricerca ancora da fare:
non solo sugli aspetti tecnologici del prodotto ma anche sugli aspetti
prestazionali, funzionali e di design. Aumentano i contenuti "Immateriali"
in un prodotto che e' sempre stato estremamente materico. La vicinanza per
tanti aspetti con II Salone del mobile non fara' che stimolare l'Innovazione
In senso lato. La contaminazione non potra' che essere positiva. Ma anche
molto impegnativa. Anzi la contaminazione e' gia' arrivata.
IL MERCATO
Quindi, nuovi spazi di ricerca e di innovazione e una nuova maturita' si
stanno aprendo per un settore che ha dei numeri da vendere. Numeri che non
sono pochi. Il settore produce a livello industriale tra le 500 e le 600
mila porte antieffrazione all'anno di cui circa il 10-15% e' esportato.
L'Immesso sul mercato Interno dovrebbe essere pari a 400-500 mila unita'. A
questa cifra vanno aggiunte le unita' prodotte, specie al Sud, da tanti
artigiani (150-200 mila pezzi?). Se a questi dati aggiungiamo anche i numeri
delle porte di ingresso con caratteristiche piu' o meno marcate di
antieffrazione prodotte da fabbri, serramentlsti del metallo, del pvc o del
legno, e' possibile che si arrivi tranquillamente attorno al milione di
pezzi installati in Italia. Per un valore complessivo al consumatore finale
che si aggira attorno al miliardo di euro. Mica male. Oltre al valore
emozionale insito nel prodotto destinato a difendere persone, cose e case,
c'e' quindi anche tanto valore economico dentro il comparto delle porte di
ingresso che merita a sua volta di essere difeso e promosso.
Una ragione In piu' per augurarci un maggior Impegno da parte delle
Associazioni di settore, in particolare II Gruppo Porte di Ingresso di
Edilegno/Federlegno e la Divisione Antieffrazione di Ucct, sul fronte della
promozione del prodotto presso gli operatori del settore anzitutto, presso I
professionisti dell'edilizia, i consumatori e, non ultime, le Istituzioni.
(fonte: show Room - Aprile2008)
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